All’inizio del XX secolo, diverse aree del pianeta erano ancora inesplorate. Alcuni esploratori si posero ambiziosi obiettivi, tra i quali sorvolare il Polo Nord e verificare l’ esistenza di terre emerse in Artico.
Di fondamentale importanza furono le spedizioni effettuate in dirigibile che partirono dalle Isole Svalbard.
Dirigibili America, Norge e Italia
Walter Wellman tento’ di raggiungere il Polo Nord sul dirigibile ”America” nel 1907 e nel 1909, senza successo.
Amundsen, Ellsworth e Nobile raggiunsero Teller (Alaska) nel 1926 sul dirigibile ”Norge” partendo da Ny-Ålesund, Svalbard. Per la prima volta l'uomo riusci’ a raggiungere e sorvolare il Polo Nord. La spedizione permise inoltre di verificare l'inesistenza di terre emerse nel Mar Glaciale Artico.
Nel 1928 Umberto Nobile partì per una nuova spedizione con il dirigibile ”Italia”. Questa impresa aveva precisi scopi di carattere scientifico. Furono effettuati in tutto 3 voli, sempre partendo da Ny-Ålesund. I primi due contribuirono a carteggiare la costa nordorientale della Groenlandia, la Terra di Nicola II e la Terra di Nord-Est alle Svalbard. Nel terzo viaggio il dirigibile raggiunse il Polo Nord ma durante il ritorno a Ny Ålesund si schianto’ sulla banchisa, a nord-est di Nordaustlandet. Nell’ impatto, la navicella di comando si stacco’ e 10 persone rimasero sul ghiaccio marino alla deriva. L’involucro continuò invece il volo e scomparve per sempre con a bordo altri 6 membri dell’equipaggio.
Le spedizioni del Norge e dell’ Italia permisero di effettuare, con precisione e accuratezza, la cartografia di aree del pianeta ancora sconosciute.
Le operazioni di soccorso a Nordaustlandet
La tragedia dell’ Italia diede il via alla più grande operazione di soccorso mai avvenuta in Artico. Diverse nazioni vi parteciparono, con navi ed aeroplani, sci e cani da slitta. Alcuni dei soccorritori persero la vita, tra loro anche Roald Amundsen. Decisivo fu l’ intervento degli svedesi che salvarono Nobile e del rompighiaccio Krassin che salvo’ il resto dei superstiti. Nel corso dei 48 giorni successivi allo schianto dell’”Italia”, fino al salvataggio dei superstiti, anche altre zone di Nordaustlandet (la parte orientale della costa nord), furono esplorate dai soccorritori.
Cartografia
Nel 1928 le mappe di Nordaustlandet erano povere e imprecise. Le conoscenze che abbiamo oggi sono il risultato degli avventurosi viaggi di quegli uomini che, con diversi mezzi, si lanciarono per queste terre sconosciute senza poter contare sull'aiuto altrui, tranne quello dei coraggiosi piloti svedesi e quello dei tenaci marinai del rompighiaccio russo Krassin, che contribuirono in modo massiccio al salvataggio dei superstiti.
I nomi odierni di molte località nascono da quelli di persone coinvolte nell’episodio dell’ Italia: “Finn Malmgrenfjorden”, “Alpinioya”, “Albertinibukta”, “Behounekodden”, “Sora-Viglieriberget”, “Cuchnovskijodden”, “Tandbergoya”, “Van Dongenbukta”, Kapp Laura” e “Italiaodden” sono alcuni dei nomi che troviamo sulle cartine attuali nella zona settentrionale di Nordaustlandet.
